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martedì 29 agosto 2017

Presto disponibile "I nemici di Reinkar"

Cari amici,
un'anteprima importante: tra pochi giorni pubblicherò il seguito di "La maga di Reinkar", dal titolo "I nemici di Reinkar". 
Come il primo libro, anche questo nuovo volume del ciclo di Reinkar conterrà tre racconti autoconclusivi, nuovamente ambientati a Reinkar e incentrati sui protagonisti Selene e Arne. Il filo conduttore del libro, questa volta, saranno i nemici: tre antagonisti diversi per tre diverse storie di avventura, magia e intrighi.
Il libro potrà essere letto indipendentemente dal primo e sarà disponibile tramite Streetlib.

Vi lascio con la sinossi, l'anteprima della copertina e un estratto. Restate sintonizzati!

Feroci, tormentati, dilaniati dalla brama di potere o da desideri di vendetta: sono i nemici che la maga Selene deve affrontare. Chi si cela dietro la maschera del Lupo Nero, enigmatico capo di una masnada di spietati briganti? Quali trame oscure stanno tessendo i marchesi Zeibach, infidi gastaldi assetati di potere? E fin dove si possono spingere l’arroganza e il rancore dei vendicativi castellani Von Falkenstadt? Gli antagonisti di queste storie proiettano la loro ombra minacciosa sulla pace del regno di Reinkar, sulla vita delle persone più vicine a Selene e su quella della maga stessa...


"Il giorno seguente Arne e Selene, scortati dai loro uomini, lasciarono nuovamente il castello del cavaliere, ricongiungendosi con le truppe che avevano lasciato presso il castellano di Heldenburg; in seguito la regina partì con il suo drappello per le Colline Argentee, mentre Arne si dirigeva con i suoi cento soldati verso Sonnental. Von Wolden e il suo gruppo vi giunsero alcuni giorni dopo e, preso contatto con il castellano, si spostarono nella regione rocciosa a sud dei Monti della Solitudine, che perlustrarono per diversi giorni senza gran successo.
– Qui non c’è altro che pietra. – considerò l’ufficiale della guarnigione di Enkerbard che aveva accompagnato la squadra di Von Wolden.
– Così pare. – fu d’accordo il cavaliere: – Eppure le tracce dei nostri avversari a volte scompaiono da queste parti... O sbaglio?
– Non sbagliate, mio signore. – confermò l’altro: – È davvero un maledetto rompicapo.
– Un gruppo di uomini a cavallo non può sparire nel nulla in questo modo! – riprese Von Wolden.
– Sempre che siano davvero uomini, e non spettri. – intervenne un secondo armigero: – Mentre eravamo a Sonnental ho sentito raccontare che fra i Monti della Solitudine, nei pressi di quella che chiamano la Torre delle Tempeste...
Arne lo guardò, corrugando la fronte: – La Torre delle Tempeste? Che cosa stai dicendo, soldato?
– È una fortezza in rovina nascosta fra le montagne, mio signore. – si affrettò a spiegare l’uomo: – Me ne hanno parlato alcuni abitanti di Sonnental. Pare che quei ruderi siano ricetto di streghe e di ombre oscure...
– Sciocchezze! – sbottò Von Wolden, infastidito: – Sei un uomo d’arme o un bambino pauroso? Dove hai sentito questi racconti? In una taverna?
Il soldato tacque, ma il rossore che comparve sul suo viso equivalse chiaramente ad un assenso.
– Una guardia della regina non dovrebbe prestar fede ai vaneggiamenti superstiziosi di qualche ubriaco. – proseguì Arne, in tono brusco: – Conosco abbastanza bene tutta la marca occidentale, e queste storie sulla Torre delle Tempeste non mi giungono nuove. Non è che un vecchio maniero in rovina, tutto qui. Per quanto riguarda i nostri nemici, vi assicuro che sono uomini in carne ed ossa... Gli spettri non lanciano frecce con messaggi di avvertimento e non fanno uso di spade e pugnali. Andiamo, ora... Voglio approfittare delle ore di luce che ci restano.
Quindi spronò il cavallo verso un torrentello che scorreva lì vicino e, procedendo lungo il corso dell’acqua, si inoltrò in una gola rocciosa; i soldati lo seguirono.

– Sono a tiro, mio signore. Devo dare il segnale? – sussurrò l’uomo.
Una mano guantata gli fece cenno di attendere: – Non ancora. Aspetta che siano tutti all’interno della gola, in modo che il gruppo guidato da Heinrich abbia il tempo di portarsi alle loro spalle. Poi daremo inizio alla manovra diversiva... Un’altra cosa: chi li comanda ha l’aria di essere un uomo importante, lo voglio vivo.
L’altro annuì. Qualche istante più tardi risuonò un ordine perentorio: – Ora!"

A presto :)

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